Spettacolo
1878_baaria.jpgSarà Baaria. La porta del vento, il nuovo attesissimo film del premio Oscar Giuseppe Tornatore, ad aprire il prossimo 2 settembre la sessanteseiesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.



Baaria, in corsa per il Leone d’Oro, racconta un secolo di storia italiana attraverso tre generazioni di una stessa famiglia: una storia che va dal 1910 e arriva fino ai giorni nostri, un secolo di storia vissuto attraverso le vie di Corso Umberto, il corso principale di Bagheria, fedelmente ricostruito nel set di Tunisi dove Giuseppe Tornatore, grazie alle scenografie di Maurizio Sabatini, ha fatto rivivere i luoghi principali della sua cittadina natale.
Il film, definito dallo stesso regista come la sua opera più personale, è un film corale che vede impegnate più di 20.000 comparse, la maggior parte delle quali siciliane, oltre ad un cast di 200 attori tra cui si annoverano insieme a Raul Bova, Monica Bellucci, Laura Chiatti anche i nomi di siciliani illustri come LuigiLo Cascio, Michele Placido, Enrico Lo Verso, Nicole Grimaudo; Lina Sastri, Salvo Ficarra e Valentino PiconeAldo Baglio, Nino Frassica e tanti altri. Siciliani anche i protagonisti principali, gli esordienti Francesco Scianna, 26 anni di Bagheria, e Margareth Medè, 25 anni, di Pachino. (per la prima volta in ruoli nettamente separati),

Ma Baaria non è l’unica produzione siciliana a far parte della cronaca di questi giorni, i primi di luglio, infatti, aprirà i battenti un altro set cinematografico, quello di Con gli occhi di un altro film di Antonio Raffaele Addamo, prodotto dall’Associazione Tersite di Palermo.

Il film prende vita dal testo di Cetta Brancato 19 luglio 1992, scritto dopo la strage di Via D’Amelio in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta, tragico episodio mafioso che aveva ispirato la stesura del testo da cui la stessa autrice aveva già tratto una pièce teatrale.

Con gli occhi di un altro non sarà però il solito film di mafia, non mostrerà la vita del giudice Borsellino né quella degli altri personaggi, “sarà un film di anime” come sostiene la stessa autrice. La troupe che lavorerà alla realizzazione del film è interamente siciliana a partire dal compositore delle musiche Marco Betta.

Queste due produzioni sono la dimostrazione che fare del buon cinema in Sicilia oggi non è più un sogno ma una solida e concreta realtà che aiuta a rilanciare l’immagine della nostra terra. Augurandoci produzioni sempre più coinvolgenti non ci resta che darci appuntamento al cinema.
 
Articolo di Serena Tiralongo

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